Tra Palazzo San Giacomo e Palazzo Santa Lucia non scorre buon sangue. Anzi, scorre veleno. Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, e Vincenzo De Luca, governatore della Campania, sono ormai protagonisti di un duello che ha superato i confini della politica per trasformarsi in un vero scontro personale.
Il primo è ambizioso, silenzioso, stratega. L’altro è caparbio, arrogante, e si crede immortale. Entrambi giocano la loro partita per il potere e lo fanno usando Napoli come scacchiera.
L’ultimo terreno di scontro? Il Piano Regolatore, la gestione dei fondi per la città e la visione sul futuro urbanistico partenopeo. Manfredi vuole modernizzare, abbattere e ricostruire senza aumenti di volumetrie. De Luca fiuta il consenso nei cantieri eterni e nelle operazioni “alla vecchia maniera”. Risultato: ogni decisione diventa una guerra, ogni consiglio comunale o regionale un campo di battaglia.
E mentre la città affonda nei problemi quotidiani – dal traffico all’emergenza rifiuti, passando per sanità e sicurezza – i due “nemici” si marcano stretti, pronti a farsi lo sgambetto politico definitivo.
A chi giova tutto questo? Ai napoletani, sicuramente no. Ai partiti in cerca di visibilità forse. A loro, Manfredi e De Luca, serve solo a tenere il palco acceso per le prossime elezioni, dove potrebbero ritrovarsi di nuovo faccia a faccia.
CampoSud seguirà il duello, col fiato sul collo.

