MAGGIO DEI MONUMENTI IN CITTA’: Il programma delle iniziative della Mostra d’Oltremare!

DALL’UFFICIO STAMPA DELLA MOSTRA D’OLTREMARE RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO IL CALENDARIO DELLE VISITE GUIDATE TRA IL PARCO PUBBLICO, I MONUMENTI E L’AREA ARCHEOLOGICA DELL’ENTE FIERISTICO PARTENOPEO.

 

Maggio dei Monumenti, alla scoperta della Mostra d’Oltremare!

L’area archeologica con l’antica via romana e il mausoleo ricomposto e restaurato da Amedeo Maiuri, l’immenso parco arboreo, il ristorante della piscina e il teatro Mediterraneo sono le tappe delle visite guidate alla Mostra d’Oltremare, a cura dell’Associazione Guide Turistiche Campania, in programma domenica 15 maggio (ore 10), sabato 11 giugno (ore 17) e domenica 12 giugno (ore 10) per Muraria-Maggio dei Monumenti 2022, promosso da Comune di Napoli e Città Metropolitana di Napoli.

“Una straordinaria occasione per conoscere parte del grande patrimonio naturale, archeologico e architettonico racchiuso nel comprensorio espositivo – dice Maria Caputo, consigliera delegata di Mostra d’Oltremare Spa -. Il nostro complesso racchiude importanti testimonianze di carattere culturale: la loro valorizzazione come attrattori turistici e per il tempo libero rappresenta un asse rilevante del piano di sviluppo della Mostra d’Oltremare come moderna struttura polifunzionale al servizio della crescita economica e sociale di Napoli e del Mezzogiorno”.

“La nostra partecipazione, attraverso l’Associazione Guide Turistiche Campania, ad un appuntamento rilevante quale il Maggio dei Monumenti – sottolinea Remo Minopoli, presidente di Mostra d’Oltremare – è un’occasione importante per consolidare i rapporti con Istituzioni, Università e Associazioni nell’ambito di una rete sinergica per la promozione di eventi e iniziative culturali in città. Con il suo ricco patrimonio architettonico e naturale Mostra d’Oltremare deve essere sempre più centrale nell’affermazione dell’identità e dell’immagine di Napoli”.

 

L’area archeologica

Un tratto dell’antica via Antiniana, che in epoca romana congiungeva Puteoli a Neapolis, con basoli in trachite lavica, fu scoperto durante i lavori di costruzione della Mostra alla fine degli anni ’30, insieme ai ruderi di un mausoleo funerario ed ai resti di un antico acquedotto.

Lungo la strada si trovavano le terme visibili oggi all’altezza di via Terracina, che corre parallela all’antico tracciato romano, e un’area sepolcrale con un tempietto a pianta quadrata in tufo, con pilastri in laterizio e capitelli e cornici in cotto, che venne ricomposto e restaurato dall’archeologo Amedeo Maiuri negli anni ’50.

Il complesso arboreo

Il Parco Mostra d’Oltremare è caratterizzato da un prezioso parco arboreo, con alberi d’alto fusto e specie rare, mediterranee e tropicali, importate negli anni ’40 dalle terre d’Oltremare sulla base del progetto firmato, tra gli altri, dagli architetti Carlo Cocchia e Luigi Piccinato.

Il ristorante della piscina

Il Ristorante della Piscina progettato nel 1940 dall’architetto Carlo Cocchia, racchiudeva in un unico complesso due ristoranti, il caffè, la terrazza giardino e la piscina. L’insieme venne concepito in funzione della piscina, la quale costituiva la principale attrattiva. Il progetto consentiva di ottenere dal ristorante una visuale completa sullo specchio d’acqua sottostante e di sistemare la sala da pranzo per gradoni, proprio come per assistere ad uno spettacolo. Il restauro dell’edificio del Ristorante si è concluso con l’inaugurazione del 2012, riproponendo il progetto originario del 1940. Il complesso natatorio era stato già inaugurato nel 2001, a seguito di un intervento che l’ha dotata anche di una piscina ipogea e di un solarium.

L’evento sportivo delle Universiadi 2019 ha ospitato la specialità dei tuffi proprio nel complesso della Mostra dotando il trampolino originario del 1940 di Carlo Cocchia, delle piattaforme utilizzate nelle competizioni olimpioniche universitarie.

Teatro Mediterraneo

Il Teatro Mediterraneo è caratterizzato da una monumentale facciata in travertino con 14 colonne e un imponente affresco, che simula la tecnica dell’encausto, di Alberto Chiancone e Pietro Barillà sui temi dell’arte, della scienza, del lavoro, della famiglia. Sede anche del Festival di Napoli e di stagioni di prosa negli anni ’50 e ’60, dopo interventi di restauro dal 1997 ospita attività congressuali e spettacoli. Tra gli artisti che si sono esibiti nel corso degli anni Daniil Simkin, la London Dance Contemporary School, Goran Bregovic, Philip Glass, Franco Battiato, Daniele Sepe, Suzanne Vega, I Solis String Quartet, Moni Ovadia.