È stato annullato il concerto del celebre direttore d’orchestra Valery Gergiev alla Reggia di Caserta.
La motivazione ufficiale? Nessuna spiegazione chiara. Solo imbarazzi e veleni politici.
Gergiev, russo, non è nuovo a critiche e pressioni per la sua vicinanza a Mosca. Ma questa volta l’ipocrisia ha superato ogni limite.
A spegnere la musica sono gli stessi che chiedono più armi per fermare la guerra.
L’ambasciata russa denuncia:
“L’Italia danneggia se stessa, non la Russia”.
E Gergiev?
“Non ero stato informato”.
Tradotto: censura in silenzio, senza neanche il coraggio della trasparenza.
In un Paese in cui si distribuiscono bombe a ogni occasione, la musica diventa pericolosa, ma le armi no.
CampoSud WebTV solleva la questione:
la libertà culturale è ormai un lusso,
sacrificato in nome di un conformismo bellico che ha perso la bussola.

