A PROPOSITO DI MORTI BIANCHE SUL LAVORO: Pubblichiamo una prima riflessione sull’argomento da parte dei nostri lettori!

RICEVIAMO IN REDAZIONE E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO QUESTA RIFLESSIONE DI GIANNI GIONFRIDA, NOSTRO LETTORE, CHE HA INTESO PARTECIPARE ALLA DISCUSSIONE SUL TEMA PROPOSTO IERI SULLE COLONNE DI CAMPO SUD, A PROPOSITO DELL’INARRESTABILE FENOMENO DELLE MORTI SUL LAVORO.

LA REDAZIONE DI CAMPO SUD AUSPICA  CHE POSSANO ESSERCI ANCORA ALTRI CONTRIBUTI ED ALTRE “VOCI” SU QUESTO ARGOMENTO DI DRAMMATICA ATTUALITA’, CHE NATURALMENTE CI IMPEGNEREMO A PUBBLICARE SULLE NOSTRE PAGINE.

Grazie dunque a Gianni Gionfrida per aver rotto il ghiaccio!

“Campo Sud Quotidiano”.

 

A proposito dell’articolo di Campo Sud sulla tragedia delle morti sul lavoro, mi piacerebbe “entrare” nel dibattito che questo “pezzo” certamente susciterà.

Io sono convinto che, sull’argomento, ci sia la consapevolezza e l’accettazione della colpa, da parte di tutti!
Il datore di lavoro non fornisce i presidi di sicurezza ai lavoratori!
I lavoratori che hanno i presidi di sicurezza, non li adoperano!
I sindacati….stendo un pietoso velo, credo siano i maggiori responsabili morali delle morti bianche!
Gli organi preposti ai controlli, da decenni, si nascondono sotto il falso problema di carenze di organico e se ne lavano le mani e la coscienza!
In Italia da anni finanziamo il reddito di cittadinanza a centinaia di migliaia di persone, più i tremila  cosiddetti “Navigator” ( tutti diplomati o laureati!!!).
È mai venuto in mente a qualcuno, di formarne una parte consistente di queste persone per assolvere compiti sulla sicurezza dei lavoratori!?
Non prendiamoci in giro! Non vi è volontà politica per tutelare adeguatamente la vita umana! Ma forse ci sono interessi di molti perché queste morti bianche continuino ad esserci!
Ci siamo assuefatti ai bombardamenti di comunicazione mediatica, come se tra un piatto di pasta asciutta ed un bicchiere di vino, si digeriscano meglio le notizie, come quelle della GUERRA! …… Così, come normalità quotidiana…ed andiamo a dormire tranquilli, concentrati nei nostri affanni privati.

GIANNI GIONFRIDA, Formia (LT)