Il Presidente Mattarella nel guado, tra “costruttori”, “responsabili” e “aficionados” a oltranza delle poltrone !!

 

“La situazione politica é grave ma non é seria”. Lo scrisse diversi lustri or sono il grande scrittore Ennio Flaiano, passato alla storia per i suoi celebri aforismi. Ed é così anche questa volta, perché siamo ancora in presenza di una rappresentazione teatrale di basso profilo che a Napoli prende il nome di “Sceneggiata”.

Isso, essa e ‘o malamente; Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Renzi nel ruolo del cattivo. Quest’ultimo tuttavia non é propriamente un cattivo, nonostante impugni una pistola. Ma in realtà lo fa solo per minacciare, non certo per uccidere i suoi soci in affari.

Non sappiamo quando e come il copione si concluderà. Sappiamo solo che la Sceneggiata va rappresentata in teatro in uno dei peggiori momenti della nostra storia.

L’Italia é infatti alle prese con una gravissima “tempesta” epidemiologica che ha già causato oltre 80.000 vittime innocenti e centinaia di migliaia di ammalati che porteranno, forse per sempre, i segni e le sofferenze fisiche e psicologiche del male. Tutte le attività economiche sono state coinvolte e molte di esse travolte irrimediabilmente e senza più possibilità di rinascita. Solo una serie di interventi assistenziali governativi, per altro insufficienti, tardivi e di breve durata hanno fin qui impedito pericolose e devastanti rivolte sociali. In questa realtà grave e desolata, per squallidi ed inconfessabili motivi di potere legati alla “gestione” dei miliardi di Euro in arrivo dall’Europa (ma chissà quando e se arrivano davvero!) grazie al famigerato “Recovery Found”, oltre ai ricatti incrociati tra le forze politiche di maggioranza che sostengono l’attuale governo Conte 2, si apre una frattura politica apparentemente insanabile i cui sviluppi lascerebbero intravedere il ricorso ad elezioni politiche anticipate. Ma che , al contrario, potrebbero anche veder riesumate vecchie “usanze da Prima Repubblica” o anche più datate nella storia della politica Italiana, ed assistere alla “transumanza” di parlamentari da uno schieramento politico all’altro per evitare lo scioglimento anticipato delle Camere. Celebre rimane nella storia del giornalismo italiano l’articolo dell’allora Direttore del Quotidiano “IL ROMA” di Napoli, Alberto Giovannini che definì “i sette puttani” quei Consiglieri Comunali partenopei eletti nel Partito Monarchico, che tradirono il Sindaco Lauro, passando alla Democrazia Cristiana, in tal modo decretando la fine politica del Comandante. Ed oggi, con una sfrontata e miserevole operazione di maquillage, coloro che si affannano a saltare il guado (come i 7 puttani del Comandante Lauro divenuti d’improvviso Democristiani) per mantenere lo status-quo e la sopravvivenza di una legislatura indegna e improduttiva, vengono definiti “responsabili” da quella sinistra (ora fortemente interessata) che aveva da sempre ferocemente avversato tali squallide e volgari operazioni trasformistiche in pieno stile doroteo.

Purtroppo, diciamolo con grande chiarezza, il Presidente della Repubblica che potrebbe impedire questa scelta scellerata, possedendo tutte le facoltà Istituzionali e Costituzionali di persuasione e persino di veto per evitare una simile iattura, sembra piuttosto orientato a garantire la continuità della Legislatura. Costi quel che costi. Inutile, per tanto, illudersi che possa davvero interpretare un ruolo nuovo e dinamico e dettare i tempi e le scelte necessarie per uscire dalla crisi. Egli é, al contrario, un “operatore” della politica, che la conosce nel dettaglio e fin nei più piccoli particolari.  E mai chiederebbe a Conte di dimettersi, nonostante sia, quest’ultimo, palesemente privo di una maggioranza parlamentare. Ma piuttosto disapprovando o non incoraggiando simili e miserevoli percorsi si potrebbe evitare la vergogna di aprire uno  squallidissimo  mercato nel quale é aperta la borsa al miglior offerente. Ma tant’é. Un antico proverbio napoletano recita: “non c’è peggiore sordo di chi non vuol sentire”

L’Italia che soffre, l’Italia che muore, ha bisogno di uomini e donne capaci di progettare il futuro del Paese dei prossimi trent’anni. Non certo di “costruttori” di proprie fortune che nel linguaggio, non a caso massonico, si propongono di fare ben altro!

Che l’Italia torni alle urne e porti al governo del Paese idee, programmi, e progetti esecutivi per offrire finalmente una prospettiva ad un popolo che merita di tornare protagonista di un grande e dignitoso futuro.