GIU’ LE MANI DA MEDICI E INFERMIERI!

È purtroppo prassi consolidata che qualsiasi brutto evento che coinvolge la sanità finisca prima o poi, con l’essere sempre colpa di medici e infermieri. Destino analogo spetterà ovviamente anche alla storia del paziente morto nel bagno dell’ospedale Cardarelli di Napoli poiché il sospetto di colpevolezza che si era insinuato fin dalle prime battute, con il servizio mandato in onda dal Tg2 alle ore13.00 del 13/11/2020, si è trasformato in un vero e proprio “je accuse” destinato a rafforzarsi sempre più affinché il copione con tutte le sue spettacolarizzazioni holliwoodiane, abbia finalmente un colpevole da gettare in pasto all’opinione pubblica. Al di là però di pallide supposizioni e squallidi tentativi di sciacallaggio e soprattutto senza nulla togliere alle evidenti responsabilità del Governatore De Luca, sbugiardato nella sua supponente presunzione pre-elettorale dal continuo susseguirsi di eventi che mettono invece in luce solo inadeguatezza, impreparazione e provvisorietà, nella gestione della sanità in Campania, andrebbe invece a mio avviso, sanzionato quel giovanotto degente in Pronto Soccorso, che ha preferito alla Direzione Sanitaria dell’ospedale e ai Carabinieri, scaricare con tutta la sua rabbia e la frustrazione repressa, quel video choc in rete, forse alla ricerca di quell’attimo di notorietà che gli avrebbe permesso di apparire sotto i riflettori di qualche palcoscenico mediatico. Rapidamente però con la comparsa delle prime indiscrezioni sul suo profilo psicologico e di alternative ipotesi sulla causa di morte del paziente, le iniziali accuse di ritardo nei soccorsi si sono mellifluamente trasformate in un semplice atto di solidarietà, troppo tardivo e flebile per mitigare l’effetto devastante del quel video nei confronti del personale del comparto sanitario del Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli. In questa continua atmosfera da caccia alle streghe, da medico ma soprattutto da uomo, ritengo sia vergognoso girare la testa dall’altra parte lasciando medici ed infermieri, soli ed indifesi alla mercé di tutti ad essere deliberatamente aggrediti, minacciati, violati nella privacy se non addirittura percossi nell’esercizio delle loro funzioni. È fondamentale allora ora più che mai, dare un esempio e questo compito oggi tocca all’azienda ospedaliera Cardarelli che a tutela e garanzia della propria immagine e di quella del personale tutto, avrà l’obbligo di far valere le proprie ragioni nei confronti dell’autore del video, ricordando a tutti che la legge vieta e persegue chiunque esegua e diffonda filmati ripresi all’interno degli ospedali (D.L. n° 196/03 e art. 5 del Codice per la tutela dei dati personali privacy). E’ parimenti auspicabile che cosa analoga venga fatta anche da tutti quei pazienti filmati e pubblicati senza il loro consenso dal momento che le riprese esprimono una volontà dell’autore mirata ma assolutamente non casuale e generica. Lungi dall’essere allora una difesa d’ufficio è bene ribadire a garanzia dei diritti di tutti, che se in questa storia qualcuno dovesse avere sbagliato, dovrà pagare… chiunque esso sia! Non dimentichiamo infine che coloro sui quali si cerca continuamente di gettare la croce, sono figure professionali sanitarie da mesi sottoposte come chiarito anche dal recente rapporto dei NAS, a turni di servizio massacranti ed in condizioni precarie di mezzi e personale che hanno scelto solo per amore della loro professione, di essere baluardo di prima linea all’avanzata della pandemia a rischio della propria incolumità fisica… ed a dargli ragione sovvengono senza ombra di dubbio, gli inequivocabili numeri dei caduti sul campo nell’esercizio delle proprie funzioni. Altro che angeli, questi sono eroi a cui però nessuno darà mai un riconoscimento. N.B.: Con questo articolo pubblicato da Campo Sud, l’autore intende esprimere vicinanza al D.G. dell’AORN “A. Cardarelli” di Napoli Dr. F. Longo, al Direttore dell’UOC di Pronto Soccorso Dr.ssa F. Paladino e al personale tutto del comparto emergenze, per l’ennesimo ingiustificato attacco ad una Azienda da sempre in prima linea nella battaglia contro il COVID-19, nonché storico baluardo della tutela della salute nel mezzogiorno d’Italia, e non soltanto!