Il Covid 19 rialza la testa anche in Campania, Ma lo sceriffo ha ormai il lanciafiamme fuori uso !

Preoccupa la situazione della diffusione del virus Covid 19 nella nostra regione. Negli ultimi giorni i nuovi casi accertati hanno fatto salire l’indice RT oltre la soglia preoccupante di 1 con il posizionamento della Regione Campania al valore 1.44, dopo la Regione Veneto (1.66) e la Sicilia (1.55). Tutte le altre Regioni, anche del nord Italia, sono dunque messe meglio della Campania con valori di RT sotto la soglia di guardia di 1. Questo elemento epidemiologico conferma che il Covid 19 non si “muove” come una comune epidemia stagionale di influenza. Ma é certamente più subdola e perniciosa e inizia a mietere le sue vittime anche tra soggetti più giovani, certamente più esposti ad incontri ravvicinati e aggregazioni sociali, specie in periodi di vacanza. Tuttavia va detto, anche e soprattutto, che molti focolai prodottisi nell’ultima settimana su tutto il territorio nazionale, prendono origine da contagi avvenuti per contatto con persone provenienti dall’estero. In Campania si iniziò con i lavoratori stagionali provenienti dalla  Bulgaria, tra cui si celavano anche famiglie Rom stipate in una palazzina occupata abusivamente in Mondragone. E poi il caso delle 2 bimbe contagiate a Cimitile dal genitore di una di loro, proveniente da un viaggio in Serbia. E di seguito, tutte le altre persone entrate in contatto con questo paziente zero contagiato nel paese Balcanico, a partire da un cognato, dipendente dello stabilimento Nusco s.p.a. di Nola,  ove sono rimasti contagiati altri 5 operai, con la chiusura precauzionale e immediata della fabbrica di infissi e serramenti molto nota a livello locale e nazionale. E con il provvedimento di Quarantena scattato per circa 200 cittadini dell’area nolana, tra i lavoratori della fabbrica e un gruppo di cittadini di Cicciano che aveva partecipato ad un funerale ove una congiunta del defunto era risultata positiva al Covid 19. E come se non bastasse, ancora nelle prime ore del primo Agosto si é avuta la notizia del contagio di un altro bambino di 5 anni, sempre a Cimitile, frequentatore dello stesso Campo estivo delle due bimbe su cui si era manifestato inizialmente il focolaio di contagio. E poi il caso dei 6 camerieri di un noto ristorante di Massa Lubrense, contagiati da clienti occasionali romani in vacanza in costiera. Ma altri focolai sono stati registrati nei comuni di  Ottaviano, Tufino, Acerra, Pozzuoli, Pisciotta, Salerno e via via in tutte le province Campane, ove il denominatore comune dei contagi é dato prevalentemente dai viaggi all’estero di nostri concittadini o da soggetti di nazionalità straniera provenienti dai paesi di origine e di rientro  nei nostri territori per motivi di lavoro. (Ricorderete il fenomeno preoccupante verificatosi recentemente a Roma e Ostia nella vasta comunità bengalese con contagi di ritorno di cittadini stranieri contagiati nei paesi di origine).

E che dire di quello che sta accadendo in Sicilia nei Centri di Accoglienza per immigrati clandestini, ove i soggetti ospitati arrivano già con percentuali altissime di positivi al Coronavirus, creando problematiche indescrivibili al già esangue Servizio Sanitario locale e gravi e giustificate apprensioni nelle popolazioni residenti. Per non tacere il problema di chi riesce a “squagliarsi” dai controlli e fugge indisturbato per le campagne siciliane sino alle città. Che fine fanno costoro? Chi si occupa della loro condizione di salute? Chi interviene rispetto ad una situazione già incontrollata di per se, cui si aggiunge la nuova e preoccupante ondata di ripetuti sbarchi di quest’ultimo periodo, anche in pieno giorno sulle spiagge siciliane? Chi si sta occupando di questa situazione ormai divenuta paradossale e letteralmente ingovernabile?  E con quali risultati concreti? Cercare una risposta é più difficile di rintracciare i fuggitivi nelle campagne o nelle città siciliane. E non soltanto. Se  é vero come é vero che alte percentuali di immigrati clandestini trasferiti nei Centri di Accoglienza di mezza Italia (si, perché le destinazioni sono individuate esclusivamente dalla Calabria sino a Roma o altre località del Lazio, passando per tutte le regioni meridionali!) riescono a dileguarsi con faciltà, senza più dare proprie notizie.

Ma torniamo in Campania e vediamo come il Presidente candidato, nonché Sceriffo riconosciuto, De Luca,  stia organizzando questa nuova battaglia contro il resuscitato Covid 19. Da quello che ci risulta, il provvedimento più significativo adottato con Ordinanza Regionale, sembrerebbe l’obbligo di fornire ai ristoratori un documento di riconoscimento dei clienti e avventori dei ristoranti, trattorie, pizzerie ed esercizi di ristorazione in genere. Tanto per facilitare la tracciabilità dei clienti in caso di contagi accertati. E poi l’uso obbligatorio della mascherina nei luoghi pubblici, nei mezzi di trasporto urbano, negli acquisti nei negozi e centri commerciali. Insomma, un dejavù di precedenti Ordinanze rispolverate per la bisogna. E l’ormai famoso lanciafiamme che il nostro sceriffo minacciava di usare in ogni circostanza e in ogni luogo necessitasse un suo “autorevole” intervento di persuasione o di repressione? In quale stanzino del Palazzo di Santa Lucia lo ha riposto? Non ci risulta che lo abbia usato neanche nel caso di contagio determinatosi nel Quartiere Carmine di Salerno ove, tra l’altro, é residente!

Sarà forse a causa dei “problemini” che qualcuno gli sta creando a proposito di procedure amministrative un pò allegre adottate in occasione dell’avventato ed inutile acquisto dei moduli per gli ospedali prefabbricati  Covid di Napoli, Salerno e Caserta?

O forse, il nostro, é in questa fase particolarmente impegnato nello “sfrondare” la selva di candidati e candidature per le prossime elezioni regionali di Settembre? E come farà, poverino, a tenere a casa tanti potenziali candidati da lui stesso sollecitati all’impegno politico-elettorale per sostenere la sua rielezione? Come farà a tener testa ai vari Cirino Pomicino, De Mita (zio e nipote), Mastella, e tanti tanti fuorusciti da Forza Italia, notoriamente tipetti tutto pepe e peperoncino, pronti a voltare squallidamente le spalle a chi li ha favoriti in passato, ma che oggi hanno bisogno di accasarsi più comodamente sul carro, presumibilmente,  vincente? E come farà a districarsi tra i dirigenti del PD che vorrebbero cucinarlo a fuoco lento, preoccupati come sono del fatto che tante liste civiche messe in campo e tanti candidati, assottiglino enormemente le possibilità del PD di eleggere un numero soddisfacente di Consiglieri Regionali del partito di Zingaretti. Con il rischio di contare sempre meno, anche dove si presume di poter vincere le elezioni? E poi con un candidato sceriffo sempre più autonomo e ingombrante…….

Con questi pensieri nella testa, potrà mai concentrarsi lo sceriffo nelle attività di contrasto alla nuova emergenza sanitaria in Campania? Noi ci auguriamo, in questo momento, che i nuovi focolai di Covid 19, rientrino velocemente e definitivamente in Campania come in tutto lo stivale. A De Luca e al suo lanciafiamme penseranno i cittadini campani nel prossimo mese di settembre!