Sardine napoletane? Una caricatura

MATTIA SANTORI SIMBOLO IDEATORE MOVEMENTO SARDINE

Il flop del flash mob delle sardine a Scampia non coglie certo impreparati. La specie ittica in salsa napoletana appare ancor meno credibile : ex staffisti di De Magistris, qualche sindacalista e politico in disarmo, avanzi diffusi dei centri sociali, qualche prete militante buono per ogni stagione, insomma si rimesta nel deja vu! Le sardine partenopee non mostrano alcuna capacità di intercettare i bisogni e le vere problematiche dei territori e delle periferie urbane. Un piccolo segmento della sinistra cittadina, qualche esponente snob dei salotti buoni, un po’ di ceto politico in disgrazia che prova ancora una volta a riproporsi e a riciclarsi. La cosa più incredibile è che, come riconosce l’editorialista Marco De Marco sul Riformista, ci si vorrebbe mobilitare non sulla mala gestio di Comune e Regione, sull’ennesima emergenza rifiuti, sulle periferie degradate e abbandonate, sui drammi della sanità, sulla escalation del crimine organizzato ma, unicamente, sulle politiche dell’opposizione. Tutto ciò non si è mai visto in una democrazia matura, dove le piazze ed il popolo si organizzano e protestano, da sempre, contro le istituzioni al potere. Inevitabile, quindi, l’isolamento e l’indifferenza con cui tali autoreferenziali ed ipocrite iniziative sono accolte dai napoletani.