Lo sviluppo sociale, culturale e di conseguenza economico di un territorio non può prescindere dalla valorizzazione delle sue identità, specificità e tradizioni.

Questa non è più una teorica convinzione ma, come dimostrano i fatti, grazie ai tanti piccoli produttori che sono riusciti a conservare e valorizzare i prodotti che identificano il nostro territorio, è diventata una realtà.

Agricoltura di qualità significa ambiente e territorio di qualità.

E non è un caso che le maggiori produzioni agricole e vitivinicole di qualità si praticano nelle aree protette che oggi, in italia, costituiscono un vero e proprio sistema: 4 parchi nazionali, 26 aree marine protette, più di 120 parchi regionali, oltre 360 riserve statali e regionali, senza contare le zone di protezione speciali(zps) e le zone di conservazione speciale( zcs exsic) che concorrono alla rete natura 2000 europea , tanto che più del 15% del territorio nazionale è sotto tutela ambientale, un vero e proprio primato europeo.
E la regione campania, tristemente nota come la regione della “terra dei fuochi”, ha più del 30% di territorio protetto, grazie ai 2 parchi nazionali, 1 geoparco, 6 aree marine protette, 10 parchi regionali, alle diverse oasi e riserve e prima di tutto alle riserve di biosfera(2) ed ai patrimomi dell’umanità sanciti dall’unesco.

Ed è proprio in queste aree protette della nostra regione, e non solo, che si coltivano, nel rispetto delle tradizioni e delle vocazioni del territorio, prodotti di eccelsa qualità tali da fregiarsi dei marchi dop (14 a denominazione di origine protetta),igp (10 ad indicazionegeografica protetta), presidi slow food(39), e tanti altri innunerevoli “frutti” di una terra fertile e vulcanica che raccontano nel mondo la identità di questo territorio che può essere sintetizzata nella dieta mediterranea che, il 16 novembre del 2010, a nairobi, su proposta delle quattro comunità emblematiche (cilento per l italia, chefchaouen per il marocco, koroni per la grecia, soria per la spagna) venne dichiarata dall unesco patrimonio culturale ed immateriale dell umanità.

La dieta mediterranea, non è solo un modello nutrizionale rimasto costante ed inalterato nel tempo, ma è soprattutto uno stile di vita che promuove le interazioni sociali e culturali , che tutela i mestieri legati alla pesca ed alla agricoltura che si svolgono nel rispetto dell ambiente , della natura e della biodiversità, come avviene tutt oggi in tante piccole realtà del mediterraneo.

Durante la mia esperienza da presidente del parco nazionale del vesuvio, tra le innumerevoli iniziative, costituimmo “la strada del vino e dei prodotti tipici del vesuvio”.
Ricordo che con il compianto prof. Amodio pesce, noto enologo campano, che mi sollecitava in tal senso, ebbi una indimenticabile e simpatica discussione perchè, a differenza delle tutte le altre stade del vino sorte in italia, volli aggiungere al logo anche ” e dei prodotti tipici del vesuvio”.
Amodio, quando capì che ero irremovibile su questa definizione entrò nel mio ufficio e sarcastico mi disse: “ma che ci azzeccano “e’ friariell” con il vino?”
Ed invece anche i “friarielli”, una cultivar esclusiva delle campagne della provincia di napoli, insieme agli altri prodotti tipici, rappresentano un unicum ineguagliabile del nostro territorio che, con la sua bellezza, è, senza alcun dubbio, un inteccio inestimabile di storia, natura e cultura da tutelare e valorizzare.

Ed è per questo che sono stato entusiasta di aderire, anche nella mia recente qualità di responsabile nazionale dei parchi e delle aree protette dei gruppi di ricerca ecologica(gre), all appello che l amica brunella cimadomo , con la sua bc comunication, ha voluto lanciare al fine di valorizzare un altro prodotto di eccellenza della nostra terra e che, grazie al lavoro che d ora in poi si dovrà svolgere insieme agli imprenditori ed alle istituzioni che ci crederanno, anche i “friarielli” avranno il loro marchio di qualità e di identità di questo meraviglioso territorio.