L’Europa si sta trasformando. Sta diventando altro. Sta rinunciando a proteggere le sue radici, la sua storia e la sua cultura. Questo contributo, che cercheremo di rendere stabile su Campo Sud, vuole porre l’attenzione dei lettori su ciò che sta accadendo al nostro continente affinché molti possano porsi domande e iniziare a riflettere o ad approfondire la situazione attuale.
Molte nazioni europee stanno subendo un veloce processo di islamizzazione e di perdita identitaria. Inoltre sono ormai evidenti i seri problemi relativi alla grave insicurezza diffusa su tutti i territori e non più riguardanti solo le periferie cittadine. Ciò che sta accadendo diventa palese per chi viaggia ma non è scontato per tutti. Per questo motivo abbiamo pensato che sia importante divulgare ciò che sta accadendo.
Cercheremo di parlare di episodi di vita vissuta o di fatti di cronaca o riporteremo eventi che faranno emergere realtà a noi vicine ma sconosciute ancora a molti.
Inizierò con un racconto, una mia esperienza personale. Pasqua 2018. Francia.
È Venerdì Santo. È pomeriggio.
Decido di partecipare alla Via Crucis. Cammino verso la piazzetta della chiesa di Saint-Laurent. Sono in Francia, in un piccolissimo e meraviglioso paesino della Provenza.
Arrivo sul sagrato e vi trovo un gruppetto di persone. Radunati e pronti per iniziare il percorso di preghiera nelle vie cittadine, ci sono quattro sacerdoti e due suore, una trentina di persone e tantissimi poliziotti dell’antiterrorismo, super armati e con divise speciali. Li guardo, i miei passi rallentano, il cuore accelera.
Sento la voce di un sacerdote che mi dice: “Se vuoi tornare a casa, lo capisco”. Non decido con la testa. Resto.
Iniziamo a camminare. Il mio sguardo va ad ogni stradina che incrociamo e in ognuna c’è un militare. Siamo in una bolla di protezione. I poliziotti non sono solo tra noi ma anche intorno a noi. Il quartiere è completamente monitorato. A un certo punto del percorso, il portone di un’abitazione viene aperto. I poliziotti si girano repentinamente verso il rumore ascoltato, il mio respiro si ferma ma è semplicemente un cittadino che sta uscendo dalla propria casa. Ci guarda e torna subito dentro, decidendo di non uscire più.
Io cammino, ascolto ma non riesco a pregare. Incrocio gli occhi dei poliziotti e ne percepisco un mondo. Gli sguardi comunicano e il mio elargisce gratitudine.
Poi cerco di concentrarmi di nuovo ma è inutile. Non riesco a pregare. Non ci riesco. Delle frasi iniziano a martellarmi la testa.
Sono cristiana cattolica. Sono in Francia. Sono un obiettivo a rischio. Sono cristiana cattolica. Sono in Francia. Sono in Europa.
Perché sono diventata un obiettivo a rischio?
Riflettiamo e poniamoci domande. Sempre.
La nostra Europa, culla di civiltà, va preservata e le nostre libertà acquisite vanno assolutamente tutelate perché chi eradica le proprie radici è destinato al suicidio.