Puntare invece all’elettorato deluso dal M5S col Partito degli Italiani per un progetto di governo, non di potere

 

Rimettere in piedi il centrodestra con Berlusconi, Letta, Brunetta, Gelmini, Carfagna e così via sarebbe un errore esiziale per la Lega.
Salvini ha già lanciato l’idea del Partito degli italiani che, per chi ha memoria, fu il grande progetto strategico di Pinuccio Tatarella volto a creare un fronte nazionale, ampio e coeso, forte di un comune universo valoriale e quindi di scelte politiche conseguenti e coerenti.
A che servirebbe fare un’alleanza con liberal democratici aderenti al partito popolare europeo, sotto la guida della Merkel e dei suoi referenti economico/finanziari?
Vincere per perdere?
Ancora una volta affinché vincano sempre e comunque i poteri forti, la grande finanza speculativa, la BCE, le grandi multinazionali?
Chi aderisce ad una visione improntata ad un radicale rinnovamento della politica in chiave sovranista e populista non può certo lavorare nella direzione del centrodestra ( non a caso auspicata dalla Meloni) perché pensa che lo spazio politico ed elettorale non vada ricercato in un elettorato moderato, ma in quel vastissimo spazio di popolo che voleva il rinnovamento radicale e che invece è stato tradito nel modo più vergognoso da Grillo e dalla sua strana creatura, il M5S.
Si tratta di lavorare per un grande progetto di governo, per governare appunto i problemi della Comunità nazionale non per andare a gestire il potere.
Al di là dunque di un qualche possibile errore tattico, la rottura di Salvini con i pentastellati era sacrosanta ed inevitabile per chi non vuole galleggiare ma governare.
Avanti dunque con Salvini ed il partito degli Italiani!