Confesso che ho avuto un attimo di malessere quando il direttore mi ha chiesto di commentare il voto dei grillini pomposamente espresso sulla cosiddetta “piattaforma Rosseau” sull’avvio del governo rossogiallo.
Chi ha partecipato alla meravigliosa stagione dei congressi del MSI, che si sono svolti per quarant’anni in tutte le migliaia e migliaia di sezioni territoriali del partito, con la partecipazione appassionata di decine di migliaia di militanti (come ben sanno i genitori di Di Maio e di Di Battista) non può che provare un senso di profondo disgusto per questa squallida forma di presunta “democrazia elettronica”, senza testa e senza volto, grazie alla quale un comico fallito, che non faceva più ridere nessuno, si è posto a capo di un movimento qualunquista che ha fatto dell’antipolitica il suo “core business” e che, come un vecchio negromante, è riuscito, con uno show di qualche minuto, ad impartire, con toni allucinati, al grumo vischioso di incompetenti, di acchiappanuvole, privi di visione di qualunque problema, agli  iscritti cioè  alla “piattaforma”, l’ordine di “cliccare” si, cioè votare per governare con un partito sul quale lui ed i suoi hanno gettato per anni tonnellate di escrementi, al quale avevano, sino a pochi giorni prima, addebitato ogni possibile nefandezza.
I 5 Stelle si consegnano mani e piedi ad un apparato politico, erede del PCI e della Dc, molto articolato che finirà per strozzarli e non farli contare nulla. Diventeranno un’appendice inconcludente della sinistra.
Ci voleva coraggio per ribaltare la situazione, occorreva una visione ed un progetto, occorreva la Politica.
L’antipolitica, che fu alla base del successo grillino, muore insieme ad un partito senza identità e quindi senza futuro.
Dall’altra parte inizia una lunga e difficile marcia nel deserto, ma per affrontarla occorreranno gambe, nervi, muscoli, una volontà di ferro ed un grande progetto. Per realizzarla non basta un capo ed un nugolo di generali, ma un intero popolo forte, motivato e convinto della giustezza della battaglia di civiltà che si va a combattere.
La destra politica italiana del MSI già fece, contro un intero mondo, la sua vittoriosa marcia nel deserto: finì con AN che si impantanò nelle sabbie mobili del PDL, avendo smarrito Fede e progetto eppure c’erano uomini temprati da una lunga e durissima guerra, con tanti morti e feriti.
Dubito che l’attuale esercito possa iniziare la sua marcia nel deserto se non addestra e specializza le sue truppe e si dà un obiettivo alto e nobile.
Spes ultima dea!