Sea Watch3 | L’ex capo del BfV tira in ballo la Merkel

Non si esaurisce la vicenda della Sea Watch3 che ha visto protagonista Carola Rackete in violazione delle acque territoriali italiane, delle norme stabilite nel Decreto Sicurezza voluto dal Ministro Salvini e che ha avuto come epilogo lo speronamento di un’unità della Guardia di Finanza mettendone a serio rischio l’incolumità dell’equipaggio.

Secondo quanto riportato da diversi quotidiani in questi giorni, l’ex capo del BfV, i servizi segreti tedeschi, Hans Georg Maassen, ha sollevato pesanti sospetti di coinvolgimento del governo di Angela Merkel nella vicenda, arricchendola di particolari da vera e propria spy story.

Maassen ha infatti, sostenuto, in un post apparso sul suo account personale Twitter, che non solo la presenza a bordo di una troupe della Ard, televisione di Stato tedesca, fin dall’inizio dell’operazione di salvataggio dei profughi, non poteva essere ignorata dalla  Cancelliera ma che il tutto sarebbe stato orchestrato per provocare un incidente che forzasse il Ministro Salvini a riaprire i porti italiani ai flussi migratori e a rinnovare la propaganda immigrazionista.

La vicenda, ricostruita dal quotidiano britannico The Guardian e supportata dalla testimonianza di Maassen, è stata commentata su diversi giornali italiani e non è ancora stata smentita da nessuno dei protagonisti anche se, nel frattempo, l’ex titolare dei Servizi ha provveduto a cancellare il tweet in cui commentava il fatto.

Hans Georg Maassen è stato alla guida dell’intelligens tedesca dal 2012 al 2018, anno in cui fu rimosso oltre che per un presunto coinvolgimento in una fuga d’informazioni riservate fornite al partito Alternative für Deutscheland, per un suo intervento che contraddiceva la Merkel a proposito di un episodio di “caccia al migrante” avvenuto a Chemnitz, dopo l’omicidio di un cittadino tedesco compiuto da alcuni richiedenti asilo; tuttavia la sua indiscussa  esperienza gli aveva reso una nomina come sottosegretario agli Interni con delega alla sicurezza, incarico che non è mai riuscito a ricoprire perché messo a riposo il novembre scorso dopo aver denunciato la presenza di alcuni elementi eversivi nel SpD, nel frattempo entrato in coalizione di governo con il Cdu di Angela Merkel.