In Italia finalmente si prende atto che tra i vari problemi che affliggono la sanità uno dei più impellenti è la mancanza di medici specialisti, negli ospedali circa ottomila in meno e almeno duemila nei pronto soccorso. Carenze si riscontrano anche nell’assistenza del 118 in tutte le regioni, con organici insufficienti per medici, rianimatori ed infermieri.

Le cause di questo collasso vengono da lontano e sono frutto delle politiche sanitarie scellerate iniziate negli anni ottanta con l’introduzione del numero chiuso a medicina, dei pochi posti messi a disposizione degli specializzandi, cause che sommate a assenza di turnover, crisi economica, blocco dei finanziamenti al sistema sanitario nazionale hanno determinato, particolarmente nel periodo estivo, una vera emergenza.

Altri due fattori poco conosciuti ed approfonditi contribuiscono all’emergenza di oggi e sono la fuga dei laureati all’estero, esodo oramai continuo, con perdite economiche notevoli per il Paese, tenuto conto che ogni laureato in medicina costa alla Nazione circa 250mila euro e l’applicazione, in particolare dei chirurghi, di una medicina difensiva per i troppi ricorsi e processi a cui sono sottoposti senza adeguata protezione da parte dell’Ordine Professionale.

In alcune regioni si stanno richiamando in servizio medici in pensione, altri pensano di utilizzare in ospedale i medici militari, chiaramente soluzioni tampone che non risolvono il problema.

Basterebbe invece ampliare la platea degli specializzandi, favorire il turnover, incentivare il ritorno di chi ha scelto di esercitare, spesso costretto, all’estero la professione, tutelare i professionisti nei contenziosi giudiziari ponendo fine al clima da caccia alle streghe nei riguardi di chi, pur esercitando la professione con perizia e diligenza, si vede infangato e accomunato a pochi cialtroni che dileggiano l’arte di Ippocrate con grave danno per i cittadini.

Per garantire dei livelli minimi di assistenza bisogna intervenire subito, con la salute e la pazienza dei cittadini non si deve scherzare.