L’Italia ha bisogno di accelerare. Troppi veti e niet: la parola torni agli elettori

Fase difficile per il governo, acuitasi improvvisamente nelle scorse ore. Votazione drammatica al Senato, il Si alla Tav passa con il sostegno delle opposizioni. I 5 stelle  propongono una mozione per il no all’infrastruttura che, quindi, viene respinta. Ritengo apprezzabile la scelta della Lega di rivendicare l’urgenza e l’utilità di un’opera, attesa da anni, che punta all’innovazione e modernizzazione del paese. L’Italia ha bisogno di ripartire, di accelerare, di recuperare competitività nello scenario internazionale. È ciò che, insieme alla tutela dei confini nazionali da un’immigrazione selvaggia ed incontrollata e della sicurezza urbana e delle periferie, chiedono in maniera sempre crescente gli elettori. Per troppi anni le priorità al governo nazionale sono state imposte dalle élite europee e dall’alta finanza transnazionale, con politiche di austerità che hanno reso più fragili e povere le basi economiche e produttive del nostro Paese, acuendo le distanze territoriali e le disuguaglianze economiche e sociali. Troppa subalternità, un’eccessiva acquiescenza verso tali poteri hanno ridotto l’Italia alla stregua di una nazione a sovranità limitata. È grazie al partito di Salvini che oggi il governo del Paese riesce a parlare alla maggioranza degli italiani, facendo intendere, soprattutto alle cancellerie europee, che le politiche per la crescita economica e per lo sviluppo civile e sociale si definiscono a Roma, nelle nostre Regioni, nei nostri Comuni! Riduzione delle tasse, rilancio dei consumi, investimenti su scuola, formazione e ricerca rappresentano gli assets su cui è giusto concentrare la futura azione di Governo. Se vi saranno le condizioni, questione oramai altamente improbabile; in caso contrario nessuna paura, la parola torni ai cittadini.