La PdL per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle case famiglia, presentata il primo aprile scorso dalla Lega a prima firma del Senatore Massimiliano Romeo, ha ottenuto l’ok del Senato.
Come promesso dal Ministro Matteo Salvini durante la sua visita a Bibbiano, dopo la diffusione della notizia sul caso dei presunti affidi illeciti emersi dall’inchiesta “Angeli e Demoni”, giovedì 1 Agosto le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia riunite in sede deliberante hanno approvato all’unanimità il ddl n. 1187 proprio riguardo questa scottante materia: l’esame ora passa alla Camera per dare finalmente il via libera a un provvedimento che si è fatto aspettare fin troppo a lungo.
La Commissione potrà procedere alle indagini con gli stessi poteri e limitazioni dell’Autorità Giudiziaria; sarà composta da 20 senatori e 20 deputati che dovranno completare i propri lavori entro la fine della Legislatura e consegnare una relazione conclusiva sulle attività di indagine alle Camere.
Secondo quanto espresso nel decreto, la Commissione bicamerale avrà il compito di verificare e controllare lo stato delle comunità di accoglienza per i minori in difficoltà, la congruità dei costi e dell’utilizzo delle risorse pubbliche, ma soprattutto le reali condizioni dei minori ospitati nelle strutture con particolare attenzione al principio della necessaria temporaneità dei provvedimenti di affidamento garantendo, così, il diritto costituzionale del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia di origine, laddove non esistano reali ostacoli ambientali o di provata irrecuperabilità della capacità genitoriale in tempi ragionevoli.
Inoltre, controlli a campione potranno essere compiuti presso le comunità di accoglienza in aggiunta alle due ispezioni, concordate, previste dalla normativa vigente.
Ulteriore compito della Commissione sarà valutare se nell’attuale legislazione sia effettivamente rispettato il principio in base al quale l’allontanamento del minore dal proprio nucleo originario deve costituire un rimedio residuale e, in ogni caso, non essere disposto per “ragioni connesse esclusivamente alle condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale”.
Insomma, l’intento è fare chiarezza sulle criticità di un sistema, fornire un sostegno alle procedure di affidamento in comunità, alle adozioni e agli affidi con l’obiettivo di tutelare il benessere dei minori in difficoltà e riformare un settore che ha mostrato, fin ora, troppe, intollerabili falle; un sistema che è stato messo in discussione anche dalla Corte dei Diritti Umani che ha sanzionato più volte l’Italia per le modalità con cui affronta la gestione delle fragilità familiari e per l’inefficacia dei provvedimenti che possono compromettere, per sempre la crescita e il futuro di un bambino.