La Villa Comunale assediata da baby gang e da senza fissa dimora.

La notizia dello scippo ai danni di una turista georgiana all’interno della Villa Comunale di Napoli qualche giorno fa, si aggiunge alla lunga serie di episodi criminosi che si succedono ormai da anni e che hanno come scenario una situazione di degrado intollerabile per un parco storico di tale importanza.

La turista quarantenne, a passeggio nella Villa con la figlia, è stata brutalmente aggredita da una banda di quattro ragazzini che, dopo averla minacciata con un coltello alla gola, nel tentativo di strapparle la borsa, l’hanno trascinata a terra provocandole numerosi graffi ed escoriazioni.

Una squadra di “falchi”, richiamata dalle grida di aiuto della figlia della malcapitata turista, è intervenuta sul posto e, in breve tempo, è riuscita a identificare e bloccare la banda di baby delinquenti che, solo qualche ora prima, si era resa responsabile anche del furto di un paio di telefonini sul lungomare di via Caracciolo.

Portati in questura, i quattro sono stati identificati, denunciati per rapina aggravata e ricettazione quindi trasferiti, in stato di arresto, in un centro di accoglienza.

Il “Real Passeggio di Napoli” sta morendo sotto gli occhi di un’Amministrazione Comunale che appare ancora una volta incapace di tutelare un bene pubblico e un’importante testimonianza storico-artistica della città.

Posizionata a ridosso del cosi detto “Lungomare liberato“, la Villa Comunale, vero e proprio patrimonio culturale cittadino, è ormai ridotta un dormitorio a cielo  aperto, invasa dai rifiuti, assediata dai cantieri della metropolitana e umiliata dal degrado in cui versano le tante opere d’arte custodite al suo interno, triste testimonianza di un passato glorioso.

Lo sradicamento di alcuni alberi monumentali, che chissà quale fine hanno fatto, e l’abbattimento di altri dovuto all’incuria, hanno danneggiato ulteriormente, un patrimonio arboreo di grandissimo valore andato, ormai, quasi totalmente distrutto.

I monumenti imbrattati, le fontane vandalizzate, le panchine trasformate in improvvisati stenditoi, i tronchi delle piante abbattute e i ruderi dell’ex Circolo della Stampa, divenuto rifugio per tossici e clochard, fanno da cornice a uno spazio che è terra di nessuno in cui si avventura solo qualche turista sprovveduto in cerca di un improbabile refrigerio e facile preda delle baby gang, ormai, padrone incontrastate del territorio.

Che dire, poi, dell’episodio accaduto qualche mese fa, quando due omosessuali erano sfacciatamente impegnati in un amplesso su una panchina a pochi passi dall’area giochi per i bambini e sotto gli occhi sbigottiti dei passanti?  Accusati di atti osceni in luogo pubblico, furono denunciati e sanzionati con 20mila euro di multa; in quell’occasione si parlò anche di un presunto giro di prostituzione che si svolgerebbe, tra i viali del parco, non solo nelle ore notturne.

Sono ormai anni che i cittadini denunciano lo scempio che sta avvenendo sotto i loro occhi.

A nulla sono valse le proteste, le oltre 2mila firme raccolte a sostegno del dossier sulla Villa presentato dalle associazioni civiche ben tre anni fa all’ex Ministro Franceschini, sollecitato anche dall’Unesco a monitorare lo stato del Real Passeggio. Niente si sa dell’indagine avviata dalla Procura di Napoli sullo stato di degrado e insicurezza in cui versa l’ex giardino borbonico né delle presunte responsabilità che per il momento ancora non hanno, per lo meno ufficialmente, nomi e cognomi.

Il Comune? Tace o balbetta.

Probabilmente l’ultima volta che il sindaco Luigi De Magistris si è recato ufficialmente all’interno della Villa Comunale è stato nel febbraio del 2017 alla pomposa Inaugurazione della nuova Cassa Armonica, sfregiata da un pessimo e costosissimo restauro, reso necessario a causa dei danni provocati durante la premiazione dell’America’s Cup.

I vetri originali della corolla, rimossi per dare spazio al palco, riposti in un deposito dei cantieri della metro e ridotti in frantumi chissà da chi, sono stati sostituiti da pannelli in policarbonato colorato trasformando la preziosa opera di Alvino in un banale gazebo.

In quell’occasione il primo cittadino si era impegnato a incontrare i rappresentanti delle associazioni civiche per discutere delle evidenti criticità della Villa e, magari, trovare qualche possibile soluzione: un incontro mai avvenuto.

Poi ancora anni di proteste, articoli di giornale e servizi televisivi, domande rimaste senza risposte e continui e logoranti “scarica barile” tra assessori e Asia, custodi e giardinieri che hanno reso la situazione ancora più grave, trasformando un importante patrimonio cittadino, ricco di storia, progettato da Vanvitelli e decantato da Victor Hugo, passeggio elegante e colto, nell’orinatoio di chi ci vive in mezzo a cani randagi, topi, rovine e cumuli di rifiuti e nel ricettacolo di tutta la feccia cittadina, umana e non, ormai triste monumento all’inefficienza, all’inettitudine e all’ignoranza regnanti in città.