Le ambizioni romane di DeMa uno schiaffo alla città

Napoli, una città in evidente, progressivo, desolante declino! L’elezione del sindaco arancione nel 2011 suscitò, in buona parte della città, grandi aspettative. A circa  due anni dalla scadenza del secondo mandato è possibile trarre un bilancio della sua attività di governo. Ci troviamo senza alcun dubbio di fronte ad quadro preoccupante : la posizione debitoria del Comune, che con la Jervolino ammontava ad ottocento milioni, oggi si attesta sui due miliardi, più che raddoppiata! Non regge affatto la narrazione di De Magistris, secondo cui Napoli sarebbe vittima di una sorta di complotto nazionale ed internazionale, oltre che  dei tagli dei trasferimenti dallo Stato centrale. L’osservatorio nazionale dei Conti pubblici ha certificato che la città è, tra le metropoli italiane, ai primi posti per risorse stanziate in relazione ai servizi da erogate ai cittadini. È utile, altresì, rammentare che nel 2012 il Governo Letta  erogo’ al Comune un miliardo e duecento milioni in forza della Legge sul predissesto, consentendo al Sindaco di evitare il default. Quelle risorse si sarebbero dovute restituire, essenzialmente, attraverso la leva delle dismissioni del Patrimonio immobiliare pubblico, di fatto ferme proprio al 2012. Il Governo Gentiloni ha poi, ancora una volta, salvato il Comune di Napoli dal collasso finanziario, approvando il Decreto Salva Comuni, che ha consentito di spalmare il debito addirittura su 30 anni,provvedimento solennemente bocciato  dalla Corte costituzionale! Altro che complotti ed ostruzionismo! L’ attuale Sindaco è stato più volte salvato dai governi nazionali, anche con evidenti forzature. Il disastro non si ferma certamente ai conti dell’Ente, il trasporto pubblico locale è paralizzato da anni, le periferie abbandonate e nel degrado, le partecipate del Comune ridotte in rovina : Napoli Servizi, ANM, Napoli Sociale, CAAN, ABC, in diversi casi con i bilanci bocciati dagli stessi revisori dei conti del Comune. In cauda venenum: il patrimonio immobiliare del Comune è del tutto privo di gestione e manutenzione e produce enormi passività. Napoli detiene il triste record di immobili e cespiti comunali, anche di pregio, occupati abusivamente da pseudo associazioni e centri sociali vicini all’Amministrazione . In questo sconfortante contesto si inseriscono le stupefacenti ambizioni romane di De Magistris che, da cinico calcolatore, ha dichiarato di voler utilizzare le possibili elezioni anticipate per ritagliarsi uno scranno in Parlamento, grottesche  le ambizioni da Premier. Non si ha memoria di un sindaco che lascia la città a poco più della metà del  mandato nel disperato tentativo di assicurarsi uno straccio di sopravvivenza politica! I cittadini napoletani hanno la maturità e l’intelligenza per comprendere e trarre le giuste conseguenze. È giunto il tempo di invertire la rotta e definire un progetto di riscatto civico e rilancio socio economico per la nostra città, che merita di riconquistare quel ruolo di grande capitale europea riconosciutole dalla sua storia millenaria.