Trump reintroduce la pena capitale. In Italia a parlarne fu solo Giorgio Almirante

(170225) -- WASHINGTON D.C., Feb. 25, 2017 (Xinhua) -- U.S. President Donald Trump walks to the Oval Office after returning to the White House in Washington D.C., the United States, on Feb 24, 2017. (Xinhua/Yin Bogu) (lrz)
Piero Buscaroli grande giornalista, scrittore e musicologo famoso, collaboratore de Il Borghese e direttore di una delle più belle stagioni de “il ROMA”, scriveva che la pena di morte era un sistema infallibile per capire se uno Stato avesse o meno una “volontà imperiale” di grande potenza legata ad una sua visione del mondo e quindi in possesso di una sua mission. E passava quindi ad elencare i Paesi che ad onta di ogni sorta di imbelle buonismo, di psicologismo giustificazionista, di sociologismo rinunziatario, conservavano nel loro ordinamento giudiziario la pena capitale e quindi: la Cina, gli USA , l’India, il Giappone  la Russia (oggi in status di moratoria), l’Arabia Saudita ed altri .
Dell’Europa nemmeno a parlarne.
Gli Stati Uniti con Trump, dopo crisi di coscienza “democratiche”, durate decenni e che portarono all’abolizione della stessa in diversi Stati, oggi la ripristina per i reati federali in barba a tutte le geremiadi della sinistra, grazie anche alla nuova ventata culturale in chiave sovranista che fa piazza pulita di tutte le imbecillità buoniste, sempre a favore dei delinquenti e mai a favore delle vittime e dello Stato che deve rendere loro giustizia.
Il presupposto, secondo me sbagliato, che la pena non debba essere retributiva (tu uccidi e la Giustizia applica a seconda delle circostanze la pena) ma debba piuttosto sempre tendere al “recupero” ed al reinserimento nella Società, quale che sia il crimine commesso.
In Italia l’unico leader politico che sostenne la necessità di reintrodurre la pena di morte , in relazione a reati particolarmente efferati, fu Giorgio Almirante, con una raccolta di firme in tutte le piazze d’Italia che riscontrò una messe molto significativa di consensi e sollevò un dibattito pubblico che durò per molto tempo.
Chissà forse i tempi sono maturi anche in Italia perché se ne possa riparlare  e magari un giorno legiferare in tal senso.