Confcommercio: a Napoli troppa paura di denunciare

Tra le politiche di "perdono" del Governo ed il "libertinaggio" di De Magistris i cittadini perbene non hanno più fiducia nelle Istituzioni

di Angela SARNATARO

I dati sulla criminalità a Napoli non sono ancora buoni. Nel corso della giornata “Legalità, mi piace” organizzata da Confcommercio a Napoli, è stato ribadito quanto la lotta per la legalità sia fondamentale per la reale ripresa economica partenopea e quanto, tuttavia, i fenomeni criminali siano ancora in aumento.
Un negozio su tre pagherebbe, ad esempio, il pizzo. Niente denunce, o meglio, poche. Troppa la paura da parte dei commercianti.
Le situazioni istituzionali di stallo e le vicende incerte che riguardano o hanno riguardato Sindaco e Presidente della Regione purtroppo sembrano incidere anche in questo campo: la fiducia nelle istituzioni, necessaria alle vittime per reagire, non c’è.
Anche la possibilità di fare segnalazioni anonime a Confcommercio che, in questi casi,  sporge denuncia a suo nome garantendo così l’anonimato al cittadino, in questo momento non è un meccanismo che funziona.
“C’è bisogno di più fondi da investire a supporto delle forze dell’ordine, così da poter contrastare e debellare il fenomeno del pizzo”.

Allo stato attuale ciò non avviene. Al contrario il Governo nazionale si presta ancora a politiche di “perdono” perpetrate attraverso sconti di pena, indulti, amnistie che non fanno altro che mettere anzitempo fuori di galera i criminali, a discapito della sicurezza dei territori e dei cittadini.

In più a Napoli ci ha pensato il Sindaco De Magistris “a generare, attraverso politiche di libertinaggio e confusione, degrado e mancato rispetto delle regole ovunque in città”.

“Per ridare fiducia alle persone e spingerle a denunciare i maltolti e le prepotenze bisognerebbe cominciare col garantire la certezza della pena per chi compie reati”.

 

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